Metodo

Rubrica de Il Sole 24ore “Abitare le parole”

Di fronte alla parola metodo, sarebbe molto più agevole circoscrivere lo sguardo all’ambito etimologico o al significato che le viene attribuito nel variegato mondo della filosofia. Nessuno dei due ambiti, da soli, permetterebbe, però, di cogliere con immediatezza gli effetti che la scelta di un metodo può avere sulla vita concreta dei singoli e delle comunità.
Vi è unanime consenso sulla etimologia del termine metodo. Esso deriva dal sostantivo femminile greco μέϑοδος (méthodos), composto da μετα – che include l’idea del perseguire, del tener dietro – e da ὁδός (via). Sicché metodo significa letteralmente “strada attraverso cui si va oltre”. Sinonimo, nel linguaggio comune, di procedimento, criterio, strategia, sistema.
Il metodo è, insomma, un percorso che permette di generare conoscenza e di raggiungere un obiettivo. Sia in ambito strettamente scientifico sia nei diversi ambiti della vita. Per questo, si può affermare che il metodo, in quanto procedimento di indagine ordinato ma correggibile, non coinvolge solo la dimensione conoscitiva. Del metodo fanno parte anche scelte concrete che toccano i sentimenti, le emozioni e le aspirazioni della persona. Insieme costituiscono la via (ὁδός) che favorisce il conseguimento di risultati validi andando oltre il già noto.
Nella storia del pensiero filosofico si incontrano posizioni difficilmente conciliabili nell’indicare gli elementi che contribuiscono a definire un metodo efficace e credibile.
Alcuni hanno ritenuto i vari metodi scientifici come l’unica via per il raggiungimento della verità; anche di quella riguardante ciò che ciascuno di noi è e ciò che è chiamato a essere. D’altra parte, c’è chi ritiene insufficiente una conoscenza che – oltre alla complessità del reale – non tenga conto delle emozioni, dei sentimenti e delle aspirazioni delle persone.
Emblematico della prima posizione è Cartesio con il suo Discorso sul metodo. Si ritiene valida, qui, solo la conoscenza raggiunta attraverso il metodo analitico-deduttivo, articolato secondo le regole dell’evidenza, dell’analisi, della sintesi e dell’enumerazione.
Un metodo capace di farci entrare nel mistero delle cose e dell’unicità di ciascuno di noi, senza farci perdere lucidità nella complessità del reale e dell’esistenza, è quello che stiamo imparando a conoscere come il “Metodo Calvino”, grazie ad A. Prencipe e a M. Sideri. Frutto delle visionarie riflessioni dello scrittore sanremese, esso porta i suoi frutti solo a patto di riconoscerci «vittime per nascita della parzialità» e, per questo, di procedere con rigore, «leggeri nella gravità, rapidi nella lentezza, inesatti nell’esattezza, unici nella molteplicità e forse incoerenti nella coerenza» (Il visconte cibernetico, Luiss, p. 32).

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