Mendicanza

Rubrica de “Il Sole 24ore” Abitare le parole / Mendicanza – Dal verbo latino mendicāre (elemosinare, supplicare), la parola mendicanza indica sia la condizione di bisogno materiale sia, sempre di più, la condizione dell’uomo che, consapevole di non poter bastare a se stesso, chiede aiuto. La mano tesa del mendicante è metafora dell’atteggiamento interiore di domanda, di ricerca e di curiosità dell’uomo che vive la condizione della mendicanza. La stessa condizione che, penso, Gesù invitasse a coltivare quando diceva: “Chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto” (Lc 11,9). Chiedere, cercare, bussare, sono le tre azioni della mendicanza, approdo dell’uomo che – consapevole che non si può sfuggire al proprio limite e alle varie forme di mancanza – passa dal grido stizzito a una infaticabile disponibilità al confronto e all’incontro, che sazino il suo bisogno.

La mendicanza è una condizione vera, reale e dura da sentirsi addosso. Eppure essa corrisponde esattamente a ciò che siamo, specie nel nostro mondo occidentale: mendicanti. Ma non di ciò che ci serve per sopravvivere, ma di ciò che ci può far vivere. L’aver concesso troppo spazio a desideri inessenziali ed effimeri ha fatto perdere il contatto con ciò che serve davvero: la gioia di vivere e di stabilire relazioni, la bellezza di essere parte dell’esistenza e, per chi crede, la fiducia di essere figli di un Dio che ci vuole liberi e liberati. Questo è ciò di cui andiamo cercando le tracce, viandanti e mendicanti a mano aperta, in cerca di una scintilla di senso e di uno squarcio di luce. Quella che ti accompagna senza accecarti; che ti permette di non perderti senza dispensarti dal cercare e, dopo aver trovato, ti spinge a cercare ancora.  Semmai dopo aver assaporato i frutti amari di una esperienza che ti allontana, prima di tutto da te stesso. Frutti che ciascuno di noi preferirebbe non aver mai mangiato ma che fanno sentire prepotente il bisogno di altro. Un bisogno che può trovare risposta solo se, sulla propria strada e nella quotidianità, si incontrano compagni di viaggio interessati alla vita. Come lo è stato Gesù risorto per quelli che lo hanno incontrato. Dov’è che Gesù si fa trovare da Risorto? In un giardino dove incontra la Maddalena; sulla strada, quella che percorre con i discepoli di Emmaus, delusi per aver investito la propria vita su un ‘perdente’, almeno fino a quel momento. Si fa trovare in una casa, quella dove si erano ritirati i discepoli impauriti e indecisi sul loro futuro; sulla riva del mare dove prepara il pesce arrosto per i suoi apostoli. Un giardino, una casa, una strada, la riva del mare.

La ruvida mendicanza è così: obbliga a restare aderenti alla vita, a non chiudersi nei ‘recinti sacri’, ad abbandonare le false sicurezze, le inutili luci artificiali, e mettersi e restare in cammino. È questo l’orizzonte di ogni mendicante, è questo l’oriente verso cui è importante volgersi per avere la propria dote di luce e di infinito.

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