Rubrica de Il Sole 24ore “Abitare le parole”
«Il mistero del mondo è il visibile, non l’invisibile» (O. Wilde, Il ritratto di Dorian Gray). L’affermazione dello scrittore, poeta e drammaturgo irlandese è un invito controcorrente a non andare con troppa facilità oltre ciò che appare.
Prima infatti dell’aforisma wildeano, si legge: «A volte la gente dice che la Bellezza è superficiale. Può darsi. Ma almeno non è superficiale quanto il Pensiero. Per me, la Bellezza è la meraviglia delle meraviglie. Solo le persone superficiali non giudicano dalle apparenze. Il vero mistero del mondo è il visibile, non l’invisibile».
Tutto ciò che vediamo e tutto ciò che ci tocca, insomma, è già un mistero in sé. Prima che io ne ricerchi i significati e i messaggi reconditi. Le cose, e anche le persone, si consegnano a noi senza spiegarsi. E, come avvertiva E. Lévinas, non chiedono di essere capite. Vogliono essere accolte per quello che sono.
È mistero la loro forma, i loro colori e le emozioni che suscitano al loro apparire davanti a noi. È mistero nel senso che ci lasciano – in forme e con intensità diverse – delle suggestioni, prima che ciascuno di noi possa sviluppare un pensiero o esprimere un giudizio.
Ecco cos’è una “suggestione”! È il sentire profondo che si fa spazio dentro di me prima ancora che possa essere attivo un qualche livello di attenzione; mentre vengo raggiunto da una parola, da una immagine, da una emozione, da un incontro.
Un sentire profondo che, non di rado e prima che entrino in campo pensieri e valutazioni specifiche, può assumere la forma di suggerimento che orienta su ciò che è opportuno fare. Quasi un consiglio.
Dal punto di vista etimologico, la parola suggestione deriva dal verbo latino suggere che – accanto al significato letterale di “portare/svilupparsi sotto”: sotto il livello di attenzione – rimanda all’atto del suggerire, ispirare e consigliare. Una serie di processi, questi, che interessano la vita di chiunque di noi. Non esistono infatti personalità del tutto refrattarie alla suggestione.
La disponibilità naturale a farsi suggestionare non va confusa con la debolezza mentale e con la creduloneria. Oltre, infatti, alla suggestione che si presenta sotto forma di un positivo e profondo sentire, vi è anche una suggestione che ha tutti i caratteri della insinuazione fatta con malizia. Insomma, una malvagia istigazione.
La forza positiva della suggestione raggiunge solo chi ha finezza d’animo ed è quindi capace di guardare con meno difesa e più abbandono, lasciandosi toccare dalla bellezza, ma anche dalla crudezza, della realtà.
