Rubrica de Il Sole 24ore “Abitare le parole”
Il percorso semantico della parola “edicola” inizia molto prima del tempo in cui, nella seconda metà dell’Ottocento, essa ha assunto il significato di chiosco nel quale si vendono giornali.
A confermarlo è C. Arrighi, nel Dizionario milanese-italiano (18962). Lo scrittore e giornalista milanese considera una novità per la lingua italiana il ricorso alla parola edicola, riferita alla rivendita di giornali. E aggiunge: «Edicola in fiorentino è piuttosto Tabernacolo, Cappella, Tempietto per statue». Infatti, all’origine della parola edicola, vi è il termine latino aedes (tempio) e, più precisamente, il diminutivo aedicŭla.
Certo, anche le edicole rivendite di giornali sono state, nelle città e nei paesi, testimoni di una storia di relazioni che si stanno indebolendo. Tanta però è la loro ricchezza raccontata dalle antiche aedes, che continuano a conservare un fascino particolare.
A cominciare da quello che rappresentavano per gli antichi Romani. Per questi l’aedes, che poteva avere diverse forme e misure, era luogo sacro, dimora della divinità. Vi erano aedes volute dallo Stato e adibite al culto pubblico, ed aedes private, nelle quali venivano prevalentemente venerati i Lares, spiriti degli antenati che proteggevano la gens e la familia.
È questo il significato prevalente della parola edicola, intesa come nicchia votiva. La loro presenza costituisce di fatto un archivio prezioso e insostituibile di dati culturali e religiosi. Se ne registra l’esistenza fin da tempi remoti; fin da quando, cioè, invalse la consuetudine di collocare, fra i terreni di diverse proprietà o ai crocicchi delle strade di campagna, cippi lapidei o lignei sormontati da edicole sacre, a protezione del territorio o a indicare l’ingresso e l’uscita dal paese.
In questi casi, le edicole votive si caratterizzavano come vere e proprie strutture protettive a diversi livelli, da quello strettamente familiare a quello che riguardava il borgo o la città. Collocare una nicchia votiva significava trasformare in spazio protetto un luogo presumibilmente esposto a negatività di ogni genere.
È documentato che a Napoli, a partire dal 1770 fino a gran parte dell’Ottocento, per iniziativa di un certo padre Rocco la diffusione delle edicole lungo le strade, collocate soprattutto ai crocicchi, contribuì a risolvere un problema di carattere pubblico quale l’illuminazione della città.
Forse per noi, scettici per pigrizia o per convinzione, le edicole votive ancora esistenti, con il loro silenzio e la loro discrezione, possono continuare a essere braci su cui si può ancora soffiare per lasciarsi raggiungere da nuovo calore.
