Rubrica de Il Sole 24ore “Abitare le parole”
Il campo semantico della parola assertività e dell’attributo assertivo è lo stesso del termine asserzione. Hanno la stessa etimologia: dal verbo latino assěrere, composto da ad e sĕrĕre, che significa intrecciare, connettere. Sicché l’assertività non mira a rompere o a spezzare relazioni, ma a tenerle vive. Né tende a imporre idee o soluzioni.
Insieme, la preposizione (ad) e il verbo (sĕrĕre) fanno della assertività un modo chiaro ed efficace di affermare qualcosa, di esprimere le proprie emozioni, di proporre un’idea, di presentare sé stessi o di difendere i propri diritti. Senza fare ricorso a posture, comportamenti o parole arroganti e offensive per l’interlocutore. Rendendo evidente una forma di fiducia nei suoi confronti.
L’assertività non è quindi un’arma di inibizione reciproca. Agisce, anzi, in un quadro di reciproco rispetto. Pur tendendo ad avere una buona autostima, la persona assertiva non è aggressiva né incline alla remissività.
Non può mancare assertività nella comunicazione di chiunque voglia esprimere le proprie idee, le proprie convinzioni, le proprie esigenze e i propri stati d’animo in maniera leale e diretta. In vista di un miglioramento della qualità delle relazioni interpersonali, di una maggiore autostima e di progetti sinceramente orientati al bene comune.
A differenza della comunicazione assertiva, che poggia sull’intima convinzione della propria autorevolezza, il parlare aggressivo poggia su una valutazione ipertrofica di sé e delle poche idee che forse si posseggono. La comunicazione, in questo caso, diventa giudizio o, addirittura, minaccia. Spesso accompagnata da false promesse, incurante della verità e della dignità degli altri.
All’interlocutore della persona aggressiva, così non resta altro che l’approvazione acritica, il disprezzo più evidente o, il più delle volte, un colpevole e rassegnato silenzio.
L’assertivo, proprio perché coltiva un atteggiamento mentale flessibile e aperto, mette a proprio agio. Ci si può parlare senza il timore di sentirsi giudicati, ed è possibile esprimere la propria opinione senza la paura di essere criticati o aggrediti.
L’atteggiamento assertivo, vissuto al riparo da emotività momentanee e spesso distruttive, crea vicinanza. Permette di riconoscere e incontrare le emozioni sincere e i bisogni veri degli altri. Solo così può riuscire ad assěrěre, cioè a “intrecciarli e a connetterli” con i propri. Senza reprimerli o strumentalizzarli.
Certo, si può essere assertivi con gli altri solo se si è capaci di far convivere in armonia i propri pensieri, desideri, sentimenti e bisogni.
