Il significato dell’accoglienza per i cristiani: La Chiesa come Eucaristia

«Per troppo tempo il segno sacramentale è rimasto prigioniero della cultura spiritualistica che ne ha vanificato il realismo storico e lo ha reso estraneo ai progetti creativi dell’uomo […]. Tra l’Eucaristia e la storia si alzò così la splendida parete dell’iconòstasis, che, anche quando venne meno come elemento architettonico, rimase come espediente linguistico, gestuale, canonico, volto a garantire la segregazione di uno spazio sacro alternativo a quello della storia dell’umanità: spazio di consolazione, di perdono, di riposo, di ascetiche indifferenze e di innocenze astinenti».

1. Il Concilio Ecumenico Vaticano II e la valenza teologica dell’accoglienza per i cristiani

Ho colto volentieri l’opportunità di riflettere assieme a voi sul significato dell’accoglienza per i cristiani. Un tema non marginale: “accoglienza” e “uscita missionaria” sono, infatti, le direttrici che papa Francesco indica alla Chiesa per una “nuova tappa evangelizzatrice”, come si legge in Evangelii gaudium,1.

Una nuova tappa evangelizzatrice marcata dalla “conversione pastorale” di cui il Concilio Ecumenico Vaticano II ha posto le premesse. Quello della accoglienza è quindi un tema che non va banalizzato e tanto meno ridotto a merce di scambio. È un tema sul quale si gioca la carca profetica del cristianesimo in un mondo pesantemente segnato dalla cultura dello scarto. ….

Allegato: FIESOLE – Fondazione Balducci, 10 Novembre 2017

 

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