Rubrica de Il Sole 24ore “Abitare le parole”
Di primo acchito, la parola scandalo sembrerebbe suggerire davvero poco di buono. Almeno finché non ci si inoltra nel suo sorprendente campo semantico, arricchito dall’uso di questo termine nel Nuovo Testamento.
Certo, proprio perché calco dell’ebraico mikšol, nel greco neotestamentario la parola σκάνδαλον/skàndalon indica, anzitutto, ciò che induce – o rischia di indurre – al peccato. Provocando pubblico turbamento.
Genericamente, scandalo è tutto ciò che costituisce ostacolo, impedimento, inciampo, insidia, trappola. In concreto, scandalo è l’insidia collocata sulla strada del nemico per provocarne la caduta, o la trappola posta per catturare la selvaggina nella caccia. È ciò che suggerisce la derivazione di questo termine dal tardo latino scandălum e dal greco σκάνδαλον.
La semantica del termine scandalo, i motivi e gli ambiti nei quali esso si consuma hanno conosciuto, a seconda delle epoche, evidenti varianti. A prevalere è stata comunque la concezione che scandalosi fossero soprattutto comportamenti riguardanti la materia sessuale e, solo più tardi, le scelte relative alla corruzione nel mondo finanziario o l’abuso di potere dei politici di turno.
«Pietra dello scandalo» è una espressione ancora presente nel linguaggio comune. Deriva da una prassi giuridica romana, propria dell’ambito socio-economico. Il debitore fallito, che sedeva su una pietra e da quella posizione dichiarava «cedo bona/ rinuncio ai miei beni», poneva di fatto un ostacolo davanti a chi, altrimenti, avrebbe avuto il diritto di rivalersi su di lui.
Vi sono, per fortuna, scelte e presenze che svelano il valore anche positivo dello σκάνδαλον. Uno scandalo che ridona vita e assicura vitalità. È così, ad esempio, dello «scandalo della croce». Ne parla san Paolo nella Prima Lettera ai Corinzi (cap. 1,23). La Croce è σκάνδαλον: pietra di inciampo per tutti coloro rifiutano un Dio che ribalta ogni logica umana. Egli infatti preferisce la morte infamante in croce di Gesù alla forza e alla sapienza umana per farsi conoscere.
In maniera diversa, provocano σκάνδαλον quanti nella storia hanno provato, e provano, a indicare percorsi nuovi con il coraggio e la coerenza delle loro scelte che turbano la mentalità corrente. Con una vita vissuta fuori dalle logiche dominanti, come quella che ha portato Francesco d’Assisi, e non solo, a rompere schemi consolidati e prassi ripetitive. È lo scandalo provocato da chi sceglie di non spegnere il cuore e di non privare la storia dei suoi battiti.
La risposta a queste vite scandalose è, quasi sempre, l’emarginazione o il tentativo di incanalarle, incatenandole a schemi riconosciuti.
